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sabato 25 giugno 2011

Oscar Niemeyer e i suoi 103 anni:
"Progetto una nuova cattedrale"


 Oscar Niemeyer
A 103 anni compiuti, l'architetto Oscar Niemeyer continua a sfornare progetti , tra i quali una cattedrale con una cupola di 60 metri sospesa tra pilastri alti 100 metri. L'arcidiocesi di Belo Horizonte ha annunciato di aver ricevuto il progetto dell'architetto centenario per la nuova Catedral do Cristo Rei e il Santuario della Divina Misericordia. Il progetto ha suscitato stupore per la sua audacia, con la cupola interamente sospesa a 40 metri d'altezza, senza pilastri o muri che la sostengano direttamente. Per il comune di Niteroi, la città dall'altra parte della baia di Rio de Janeiro, dove Niemeyer ha già realizzato il suo futuristico museo-disco volante, il progettista ha ideato una serie di quindici portici-archi che cavalcheranno le maggiori avenidas della città, unendo l'elemento decorativo alla funzione pratica di sorveglianza con telecamere.
Il disegno è un classico di Niemeyer, con l'arco che diventa una curva sottile che tocca terra in modo quasi impercettibile, grazie alla sapienza sviluppata durante quasi un secolo di progetti che esaltano le possibilità del cemento armato.
Oscar Niemeyer nacque nella città di Rio de Janeiro nel 1907 nelle vicinanze di Laranjeiras, in una strada che più tardi avrebbe ricevuto il nome di suo nonno Ribeiro de Almeida. Trascorse la giovinezza come un tipico ragazzo carioca del suo tempo, bohemienne e relativamente inconscio del suo futuro. Concluse gli studi secondari all'età di 21 anni. Lo stesso anno, sposò Annita Baldo, figlia di un immigrato italiano di Padova. Il matrimonio gli dette un senso di responsabilità: decise di lavorare e di iniziare l'università.
Cominciò a lavorare nella tipografia del padre ed entrò alla Escola de Belas Artes, dalla quale uscì laureato come ingegnere architetto nel 1934. In quegli anni ebbe difficoltà finanziarie ma decise ugualmente di lavorare senza essere retribuito nello studio di architettura di Lúcio Costa e Carlos Leão. Si sentì insoddisfatto dell'architettura che vedeva nelle strade e credette di aver trovato qui una possibilità di carriera.
Nel 1945, già architetto discretamente conosciuto, si imbatté nel Partito comunista brasiliano. Niemeyer era un ragazzo in quegli anni della Rivoluzione russa, ed entro la seconda guerra mondiale divenne un giovane idealista. Era un entusiastico comunista, una posizione che più tardi nella vita gli sarebbe costata. Durante la dittatura militare brasiliana il suo lavoro fu attaccato e fu costretto all'esilio in Europa. Il ministro dell'aeronautica del tempo riporta il fatto dicendo che "il posto per un architetto comunista è Mosca". Visitò l'URSS e incontrò diversi leader socialisti, oltre a divenire amico personale di alcuni di loro. Fidel Castro una volta disse: "Niemeyer e io siamo gli ultimi comunisti".
Nel 1956 progettò Brasilia, una cittù costruita nel desertico centro del Brasile. Niemeyer, anni dopo, ci ha ripensato: «L'ultima volta che ho visto Brasilia - ha detto in una recente intervista - ho percepito con chiarezza la necessità di una piazza monumentale per la capitale di un paese tanto ammirato come il nostro». E pregava tutti di ripensarci sostenendo che è una «bestemmia» l'idea che uno dei suoi creatori non possa intervenire sulla sua creatura. Ma Brasilia, la sua creatura, gli ha detto di no e il suo progetto è stato respinto. E affiora qualchew rimorso: "So bene che Brasilia non è una città del futuro, perché è stata costruita in un regime capitalista, in cui la ricchezza di pochi si basa sulla povertà di molti. La vera città del futuro, quando sarà possibile costruirla, avrà altre basi, sarà più umana, più orizzontale, più ugualitaria".

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